La Corte di Cassazione ha recentemente emesso un’importante ordinanza riguardante il calcolo della quota di partecipazione agli utili nelle imprese familiari (ordinanza n. 1401 del 22 gennaio 2021). Questa decisione chiarisce che la quota di partecipazione del familiare deve essere determinata in base alla quantità e qualità del lavoro svolto, piuttosto che sulla sua incidenza diretta sul raggiungimento degli utili.

Valutazione della Qualità e Quantità del Lavoro

Secondo la Corte, il criterio principale per determinare la quota di partecipazione è la qualità e quantità del lavoro svolto dal familiare nella gestione dell’impresa. Gli utili e gli incrementi sono considerati solo come effetti, non come misure dell’attività svolta. Questo approccio tutela maggiormente i diritti dei partecipanti all’impresa familiare, in linea con le finalità costituzionali che il Legislatore aveva in mente nel 1975.

Implicazioni della Sentenza

Nel caso specifico, la Corte ha accolto il ricorso di un familiare, cassando la pronuncia di merito che aveva escluso dal calcolo degli incrementi il maggior valore degli immobili derivante dall’entrata in vigore dell’euro. La decisione della Corte evidenzia l’importanza di considerare tutti i fattori che contribuiscono alla redditività dell’impresa, inclusi quelli esterni come le variazioni di valore degli immobili.

Questa ordinanza rappresenta un passo significativo verso una maggiore equità nella distribuzione degli utili nelle imprese familiari. Valorizzando il lavoro dei familiari in base alla qualità e quantità del contributo, la Corte di Cassazione promuove una gestione più giusta e sostenibile, riconoscendo tutte le variabili che influenzano il successo dell’impresa.

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