Furto in appartamento: la videosorveglianza

Se il condominio ha deliberato l’installazione di un sistema di videosorveglianza e questo dovesse essere guasto o non adeguato a prevenire i furti (si pensi al caso in cui l’angolo di visuale della telecamera non è in grado di percepire l’arrivo dei ladri), il condominio può essere ritenuto responsabile per il furto in appartamento o nel negozio al piano terra. Questo significa che il condòmino derubato può chiedere il risarcimento dei danni subiti all’amministratore il quale, previa autorizzazione dell’assemblea, dovrà liquidare l’indennizzo. A dirlo è il tribunale di Latina [1] secondo cui il condominio risponde delle carenze del sistema di sorveglianza se hanno facilitato il furto in uno dei locali. Non rileva il fatto che l’impianto sia stato concesso in comodato al condominio da una società incaricata del sistema di allarme. Se poi risulta che la società terza non ha svolto a dovere i propri compiti, sarà possibile un’azione di rivalsa.

Furto in appartamento: il portone di ingresso

Lo stesso principio si può applicare per qualsiasi altro servizio condominiale non funzionante come per il caso del portone d’ingresso. Si pensi ad un palazzo al cui interno si possa accedere facilmente per via del guasto alla serratura che consente l’ingresso nell’atrio comune e, di lì, alle scale e agli appartamenti. L’amministratore, in quanto supervisore di ogni parte comune dell’edificio e della sicurezza dello stabile, è tenuto ad attivarsi immediatamente, con o senza le segnalazioni da parte dei proprietari. Se non lo fa è responsabile in prima persona. Chiaramente, le segnalazioni ricevute in passato dagli interessati aggravano la sua posizione. Seguendo la stessa linea interpretativa sposata dal tribunale di Latina, resta tuttavia la corresponsabilità del condominio che ha, non provvedendo alla riparazione del portone, agevolato l’ingresso dei malviventi nelle unità immobiliari.

Furto in appartamento: i ponteggi

Se, su una facciata qualsiasi del palazzo, sono stati installati dei ponteggi necessari all’esecuzione di alcuni lavori di ristrutturazione, l’ingresso dei ladri potrebbe essere stato agevolato proprio da tale struttura che conduce fino alle finestre degli appartamenti e dall’assenza di un adeguato sistema di allarme.

Di tanto si è occupata più volte la giurisprudenza e, da ultimo, la Cassazione con una recente ordinanza [2]. Ma chi è responsabile: la ditta edile o il condominio?

Innanzitutto, potrebbe essere configurabile la responsabilità della società esecutrice dei lavori. All’appaltatore può essere, in particolare, contestata l’omessa adozione delle cautele necessarie per impedire l’uso anomalo dei ponteggi se, trascurando le più elementari norme di diligenza e perizia ha agevolato l’accesso ai ladri e il furto nell’appartamento.

Ma si può parlare anche di una responsabilità del condominio. In base al nostro codice civile [3] difatti chi ha il beneficio dell’opera dei sottoposti ne sopporta anche i rischi. La colpa del condominio potrebbe essere stata nell’aver esonerato la ditta appaltatrice dall’installazione di un impianto di allarme collegato ai ponteggi, da attivare durante la notte (precauzione alla quale, di solito, le società fanno corrispondere un aumento del prezzo per i lavori).

Il condominio poi potrebbe essere considerato responsabile per aver scelto un appaltatore inadeguato per l’esecuzione dell’opera, oppure quando l’impresa è stata una semplice esecutrice degli ordini del committente; oppure, ancora, se l’amministratore abbia omesso di sorvegliare l’operato dell’impresa appaltatrice.

note

[1] Trib. Latina sent. del 20.09.2018.
[2] Cass. ord. n. 26697/18 del 22.10.2018.
[3] Art. 2049 cod. civ.

 

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